Diritto dell'immigrazione

Il tema dell’immigrazione è centrale nella mia formazione professionale e personale. L’articolo 13 della Dichiarazione universale dei diritti umani dice che “Ogni individuo ha diritto alla libertà di movimento e di residenza entro i confini di ogni Stato” e che “Ogni individuo ha diritto di lasciare qualsiasi paese, incluso il proprio, e di ritornare nel proprio paese”.

Come Avvocato fornisco assistenza legale e tutela ai cittadini comunitari ed extracomunitari che si vedano negati i diritti di libera circolazione e di cittadinanza e abbiano bisogno di protezione internazionale o che necessitino, per altre ragioni, di visto di ingresso, permesso di soggiorno, permesso di soggiorno di lungo periodo.

Tra le attività che svolgo anche quelle legate alla tutela dell’unità familiare: permesso di soggiorno per motivi familiari, ricongiungimento familiare, matrimonio con cittadino straniero, tutela dei minori stranieri; e a questioni relative a sanità, anagrafe, patenti e pensioni

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DI COSA MI OCCUPO?

Nello specifico seguo casi riguardanti: richieste di asilo politico (protezione sussidiaria, protezione umanitaria, rilascio del permesso di soggiorno per motivi umanitari senza passaporto); apolidia; espulsioni.

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«All’inizio non esisteva né un prima né un dopo né un altrove da cui immigrare»
Italo Calvino
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Asilo politico

Gli stranieri che nel proprio paese di origine vengono perseguitati per motivi di razza, religione, per opinioni politiche o appartenenza a determinati gruppi sociali, possono fare domanda per ottenere lo status di rifugiato, secondo quanto disposto dalla convenzione di Ginevra. Anche nei casi in cui siano arrivati in Italia in modo irregolare e siano privi di documenti.

Il diritto di asilo permette al rifugiato di ottenere: 

  • Un permesso di soggiorno per 5 anni (rinnovabile);
  • Accesso al servizio sanitario nazionale e alle prestazioni assistenziali
  • Accesso allo studio e al lavoro
  • Diritto al ricongiungimento familiare
  • Un documento di viaggio analogo al passaporto.

Il soggetto a cui non venga riconosciuto lo status di rifugiato può accedere a forme residuali di protezione.

PROTEZIONE SUSSIDIARIA

Riconosciuta allo straniero che rischi, in caso di ritorno nel suo Paese, gravi danni come una condanna a morte, tortura, minaccia alla vita o alla persona in caso di guerra.

Protezione umanitaria

Riconosciuta ai soggetti stranieri quando ricorrono motivi di carattere umanitario come la salute o l’età, o siano vittime di grave instabilità politica, di episodi di violenza o di insufficiente rispetto dei diritti umani, vittime di carestie o disastri ambientali o naturali.

In questo caso lo straniero può ottenere un permesso di soggiorno valido per 2 anni (rinnovabili) e può essere convertito in permesso di soggiorno per lavoro.

Quest’ultima tipologia di protezione internazionale è stata rimossa dal Decreto Sicurezza del 2018.

In alternativa, in mancanza di protezione internazionale, al richiedente può essere concesso un permesso per protezione speciale, in caso di gravi condizioni di salute, calamità nel Paese d'origine, atti di particolare valore civile o per altri casi speciali, come lo sfruttamento sul lavoro.

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Apolidia

L’Apolide è una persona che nessuno Stato considera come suo cittadino, alla quale viene quindi negato il diritto di ogni uomo e donna ad avere una cittadinanza, come sancito dalla Dichiarazione Universale dei Diritti dell’uomo.

L’iter per ottenere il riconoscimento dello status di apolide, e quindi i diritti e le tutele che ne derivano, può essere complesso, specialmente con la procedura amministrativa. L’alternativa è ricorrere al procedimento giudiziario per il quale è necessario richiedere l’assistenza di un Avvocato.

Espulsione amministrativa

Con il decreto di espulsione lo Stato italiano impone al cittadino extra-comunitario o all’apolide di lasciare il Paese.

Le espulsioni possono essere amministrative o giudiziarie e sono emanate nei confronti di stranieri irregolari (quindi senza permesso di soggiorno per varie cause), oppure considerati pericolosi, o come misura alternativa e sanzione sostitutiva alla detenzione.

Per annullare il decreto e gli obblighi correlati, evitando l’espulsione, l’Avvocato può fare ricorso davanti al Giudice di pace esponendo le motivazioni per le quali si tratterebbe di un ingiusto allontanamento (come ad esempio il diritto allo status di rifugiato o comunque alla protezione umanitaria).

Lo straniero, in tutti questi casi, può avere accesso all’assistenza legale fornita dall’Avvocato anche con il gratuito patrocinio (patrocinio a spese dello Stato).

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Permesso di ingresso e soggiorno

Permessi di ingresso e soggiorno

In molti casi i permessi di ingresso e soggiorno sono legati a motivi lavorativi:

  • CARTA BLU UE
    particolare permesso di soggiorno destinato agli stranieri altamente qualificati con un contratto di lavoro subordinato a tempo determinato o indeterminato

  • DECRETO FLUSSI
    permesso di soggiorno per stranieri non comunitari per lavoro stagionale nel territorio dello Stato

  • INGRESSI FUORI QUOTA
    permessi di soggiorno dedicati a determinate categorie di lavoratori vista la specificità delle loro prestazioni. In questi casi gli ingressi possono essere superiori a quanto stabilito in quell'anno dal decreto flussi.

Mi occupo anche di

  • TUTELA DEI DIRITTI DEGLI STRANIERI IRREGOLARI

    Agli stranieri in stato di irregolarità spettano in ogni caso una serie di diritti come: l’accesso alle cure mediche e all'assistenza sanitaria di emergenza e di base; l’assistenza sanitaria per le donne in gravidanza; l’assistenza sanitaria e l’istruzione per i bambini; la possibilità di sporgere denuncia e ottenere giustizia. Spesso però queste persone non riescono a esercitare i propri diritti a causa delle barriere linguistiche o culturali o perché si trovano in condizioni di estrema vulnerabilità.

    L’appoggio e l’assistenza di un legale si rendono necessari per garantire l’esercizio di questi diritti umani fondamentali.

  • TUTELA CONTRO LE DISCRIMINAZIONI
    Grazie agli articoli 43 e 44 del Testo Unico sull’immigrazione, è possibile promuovere un’azione civile contro i comportamenti discriminatori razzisti e xenofobi messe in atto sia da cittadini che dalle pubbliche amministrazioni.
    Si può quindi richiedere la cessazione degli atti e dei conseguenti effetti della discriminazione, contro cioè tutte quelle azioni che ledono e ostacolano l’esercizio dei diritti umani a seguito di esclusioni, distinzioni, imparzialità basate sulla razza, l’etnia e la nazionalità. (Ad esempio discriminazioni sul lavoro, o da parte di pubblici ufficiali)

  • EMIGRAZIONE DALL'ITALIA VERSO L'ESTERO
    Anche l’emigrazione dall’Italia verso l’estero comporta una serie di problematiche perché tutto sia in regola tra le quali un insieme di pratiche piuttosto complesse. Per questo offro supporto legale ai cittadini italiani che vogliano recarsi in uno stato straniero o risiedervi.
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