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Protezione umanitaria a cittadina nigeriana per violenza domestica

La ricorrente, proveniente dall’Edo State, rimasta orfana di entrambi i genitori, veniva obbligata a prostituirsi da parte dello zio, che mandava degli uomini a casa sua per avere dei rapporti sessuali contro la sua volontà. Finché un giorno un uomo non la aggrediva, morsa, picchiata e violentata, e lei allora scappava e dopo aver girovagato per le strade, veniva ospitata da un’amica della madre che la trattava come fosse una schiava.

Rileva il Giudice che la particolare situazione della ricorrente, giovane donna, priva di sostegno famigliare (entrambi i genitori sono morti, e nessun altro familiare potrebbe accoglierla e sostenerla in un eventuale reinserimento nel suo Paese), nonché oggetto di gravi violenze in patria, consente il riconoscimento alla medesima del diritto ad ottenere il permesso di soggiorno per motivi umanitari, essendo sussistente una grave situazione di vulnerabilità che fa ritenere gravemente dannoso per la medesima un immediato rimpatrio.

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